Ad accompagnarla in questo bellissimo viaggio troviamo il ballerino e attore Nicola Mancini, Lidia Norma nel ruolo della sarta di scena, i musicisti Sasà Calabrese al contrabbasso, Salvatore Cauteruccio alla fisarmonica e pianoforte, Andrea De Martino al violino, Regia di Livio galassi, e musiche del grande Amedeo Minghi. Anna Mazzamauro teatralmente è molto lontana dai suoi ruoli tragicomici a cui è abituato il pubblico televisivo, ha saputo lanciare attraverso vari sketch per sensibilizzare il pubblico in platea, dalla bellezza chiamata da lei stessa “atipicità”, all’accettazione dell’omosessualità, al colore della pelle, alle donne in carne, ai talk show trita carne fino alla magistrale interpretazione della nostrana Anna Magnani, fingendo una telefonata di spalle con il suo amore finito il regista Roberto Rossellini che la lasciò per la bellissima Ingrid Bergman. In quel momento il pubblico commosso, ha rivisto rivivere davvero la nostra Annarella, la sua sofferenza, la sua anima erano lì. Nell’occasione una sfilza di attori e attrici noti, tutti uniti dall’amore per questa grande donna che ha saputo non prendersi troppo sul serio nella vita e che, ironizzando sulla sua “atipicità” e studiando in maniera rigorosa recitazione è diventata uno dei nostri volti storici italiani.
Anna Mazzamauro: “Nuda e Cruda”
Ad accompagnarla in questo bellissimo viaggio troviamo il ballerino e attore Nicola Mancini, Lidia Norma nel ruolo della sarta di scena, i musicisti Sasà Calabrese al contrabbasso, Salvatore Cauteruccio alla fisarmonica e pianoforte, Andrea De Martino al violino, Regia di Livio galassi, e musiche del grande Amedeo Minghi. Anna Mazzamauro teatralmente è molto lontana dai suoi ruoli tragicomici a cui è abituato il pubblico televisivo, ha saputo lanciare attraverso vari sketch per sensibilizzare il pubblico in platea, dalla bellezza chiamata da lei stessa “atipicità”, all’accettazione dell’omosessualità, al colore della pelle, alle donne in carne, ai talk show trita carne fino alla magistrale interpretazione della nostrana Anna Magnani, fingendo una telefonata di spalle con il suo amore finito il regista Roberto Rossellini che la lasciò per la bellissima Ingrid Bergman. In quel momento il pubblico commosso, ha rivisto rivivere davvero la nostra Annarella, la sua sofferenza, la sua anima erano lì. Nell’occasione una sfilza di attori e attrici noti, tutti uniti dall’amore per questa grande donna che ha saputo non prendersi troppo sul serio nella vita e che, ironizzando sulla sua “atipicità” e studiando in maniera rigorosa recitazione è diventata uno dei nostri volti storici italiani.
Some Like It Hot! Daniele Pacchiarotti. Marilyn, fragilità e seduzione.
Se Marilyn fosse ancora tra noi, ne sarebbe sicuramente entusiasta.
Perché è facile cadere nel banale quando il soggetto da ritrarre è la donna più popolare di tutti i tempi dopo la Gioconda.
Eppure le opere di Daniele Pacchiarotti, artista romano classe 1980, mi hanno da subito conquistato.
Non basta il talento. Per ritrarre Marilyn e renderla credibile ci vuole un pizzico di qualcosa in più.
Come una sensibilità fuori dal comune e fortemente percettibile, che a mio avviso rende Daniele Pacchiarotti completo, un artista con la A maiuscola.
Le sue opere sembrano essere partorite nelle viscere dell’animo umano, in un conflitto continuo fra bellezza e drammaticità. L’essenza del mito nella più classica accezione.
Pacchiarotti coglie la fragilità di Marilyn e la imprime sulla tela facendola sua, empatizzando con la malinconia sublime della dea bambina eternamente bionda.
Basta guardare uno dei suoi lavori. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora queste opere ci fanno vedere oltre. Oltre il tempo. Oltre lo spazio.
E ci ricordano la caducità della vita in un mondo patinato come quello di Hollywood.
Non solo Marilyn fra le muse di questo giovane e talentuoso artista, ma anche Dalida e Vivien Leigh, icone come lei di uno star-system dorato e cannibale.
Pacchiarotti le reinterpreta con il suo stile personalissimo e vibrante, in bilico fra De Lempicka e Modigliani, facendo uso sapiente dei chiaroscuri, giocando con le tonalità di grigio e incarnato.
La mia speranza è quella che la passione per l’arte in Daniele Pacchiarotti possa continuare ad ardere, senza farsi smorzare dagli impedimenti e dalle difficoltà della vita: sarebbe un vero peccato essere privati della bellezza di Marilyn. Una volta ancora.
Presidente, Marilyn Monroe Official Italian Fan Club
14 febbraio 2011
L’arte per guardarsi l’anima
«Si usano gli specchi per guardarsi il viso e si usa l’arte per guardarsi l’anima.»
Se penso a Daniele, mi viene subito in mente questa citazione di George Bernard Shaw.
Perché è l’anima di Daniele che mi colpì dal primo momento che lo conobbi.
Prima di ogni altra valutazione, intellettuale o artistica che sia, giudico l’uomo.
Le sue qualità interiori, la sua dolcezza d’animo e Daniele, in questo, è una eccellente testimonianza di quanto un individuo possa essere armonioso e lucente.
Le qualità umane distinguono le persone. Le rendono uniche.
Daniele è un’anima pura, delicata e non avrei potuto far altro che volergli bene e augurargli tutti i riconoscimenti che merita ampiamente.
Gabriele La Porta
26 aprile 2017


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